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Nave di Oseberg
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top
La mwdqnave di Oseberg è un esempio molto ben conservato di mwdgkarvi, una tipica mweanave vichinga da carico (e talvolta da guerra), scoperta in un grande mweqtumulo presso una fattoria di mwegTønsberg, nell'odierna contea di mwewVestfold, in mwfaNorvegia.cite-ref-durham16-1-0[1] Nel tumulo venne scoperto anche un mwgqricco corredo funerario e due mwggscheletri di mwgwdonna. La data in cui la nave fu trasportata all'interno del tumulo è successiva all'mwha834, anche se alcune parti di essa risalgono agli inizi del mwhqIX secolo e la nave stessa è probabilmente più antica.cite-ref-durham16-1-1[1] Gli scavi furono condotti dagli mwigarcheologi mwiwGabriel Gustafson e Haakon Shetelig nel biennio mwjq1904-mwjg1905. La nave, uno dei più importanti reperti giunti a noi dall'mwjwepoca vichinga;cite-ref-durham15-2-0[2] insieme ad alcuni degli oggetti trovati nello stesso luogo, è conservata al mwlaMuseo delle navi vichinghe di Oslo.
Contents
• Note
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Descrizione
La nave è l'esempio "classico" di mwmalunga nave vichinga. Costruita quasi interamente in mwmqlegno di mwmgquercia, con l'allora consueto sistema di costruzione chiamato "mwmwmwnaclinker", cioè con mwnqfasciame sovrapposto, è lunga circa 21 metri e larga 5, con un mwngalbero alto 9 o 10 metri. Con una mwnwvela di circa 90 metri quadrati essa poteva raggiungere i 10 mwoanodi di velocità. Nell'imbarcazione sono presenti 15 coppie di buchi per i mwoqremi, un largo mwogtimone ed un'mwowàncora in ferro. La mwpaprua e la mwpqpoppa sono decorate con complesse incisioni nel caratteristico mwpgstile animalistico chiamato mwpwstile Oseberg. Benché destinata alla navigazione in mare, la nave è piuttosto fragile e si pensa quindi che sia stata utilizzata esclusivamente per spostamenti lungo la costa.
La prua termina a spirale, con un testa di mwqqserpente, e la poppa termina a coda. Il serpente dal corpo spiraliforme doveva diventare motivo iconografico comune nei gioielli pendenti del periodo medio-vichingo: per di più, alcuni testi del XIII secolo fanno riferimento a navi da guerra definendole "dragoni" o "serpenti". Lungo la prua della nave sono intrecciati animali in stile animalistico Urnes, intagliati a mwqgbassorilievo, perfettamente disegnati a seguire il profilo del pannello; lo stesso artista scolpì presumibilmente i grassi e divertenti animali prensili posti sul mwqwtingl, il pannello di separazione della prua all'interno dell'imbarcazione.cite-ref-0-3-0[3]
Gli scheletri
Nella tomba vennero trovati i resti di due donne: una di queste aveva un'età compresa fra i 60 ed i 70 anni e soffriva di mwsgartrite e di altre malattie, mentre l'altra aveva un'età compresa fra i 25 ed i 30 anni. Non è chiaro se e quale di queste due figure fosse la più importante o se una delle due sia stata mwswsacrificata per accompagnare l'altra nell'mwtaoltretomba, anche se l'opulenza degli oggetti trovati all'interno della tomba lasciano immaginare che ci si trovi di fronte ad una sepoltura destinata ad una persona di alto rango. Una delle donne indossava un vestito di mwtqlana rossa ed un velo di mwtglino bianco, mentre l'altra indossava un vestito di lana blu più semplice ed un velo anch'esso di lana. Nessuna delle due indossava qualcosa fatto interamente di mwtwseta, benché alcune piccole strisce di seta fossero attaccate su di una tunica indossata sotto il vestito rosso.
Un'mwuqanalisi dendrocronologica degli oggetti in mwuglegno trovati nella camera funeraria permettono di datare la tomba all'autunno dell'mwuw834. Pur rimanendo sconosciuta l'identità delle due donne, è stato suggerito che una di esse possa essere la regina mwvgÅsa Haraldsdottir di Agder della mwvwdinastia Yngling, moglie di mwwaGudrød il Cacciatore, madre di mwwqHalfdan il Nero e nonna di mwwgHarald I di Norvegia, il primo re del paese. Gli studiosi comunque non concordano con questa teoria e alcuni ritengono che lo scheletro possa appartenere ad una sacerdotessa. Sulla nave, oltre ai due scheletri umani, furono ritrovati anche i resti di 14 mwwwcavalli, un mwxabue e tre mwxqcani.
Successivi esami sui resti umani hanno permesso di scoprire molte cose sullo stile di vita delle due donne. La donna più giovane mostra una mwxwclavicola rotta, il che ha fatto inizialmente pensare ad un sacrificio umano, ma si è successivamente scoperto che l'osso presenta segni evidenti del fatto che la frattura venne curata per un certo periodo di tempo. I denti della donna mostrano segni che lasciano intendere che ella facesse uso di uno mwyastuzzicadenti in metallo, un lusso molto raro nel IX secolo.
Secondo altri esami la donna più anziana aveva un mwygtumore che ne ha probabilmente causato la morte. Ella soffriva inoltre della mwywsindrome di Morgagni, un disturbo mwzaormonale che le dovrebbe aver conferito un aspetto mascolino, barba compresa. Entrambe le donne avevano una dieta a base di carne, un altro lusso in un tempo in cui la maggioranza delle mwzqpopolazioni norrene mangiavano pesce. Gli studi non sono invece potuti essere condotti sul mwzgDNA dei resti, poiché ne è stato ritrovato troppo poco; è quindi risultato impossibile stabilire se gli scheletri appartenessero a due donne imparentate fra di loro, per esempio una regina e sua figlia o sua nipote.
Corredo funerario
La tomba venne violata durante l'antichità, cosa che spiega l'assenza di metalli preziosi. Ciò nonostante, durante gli scavi dell'inizio del mwaqXX secolo sono stati portati alla luce un gran numero di manufatti ed oggetti della vita di tutti i giorni, tra cui 4 mwagslitte finemente decorate ed un carro a quattro ruote riccamente intarsiato. Fra gli oggetti della vita comune sono stati trovati vestiti di lana, tessuti di seta importata e piccoli mwawarazzi. Il sito di Oseberg è uno dei pochissimi in cui sono stati trovati esempi dell'arte tessile vichinga, oltre ad aver conservato l'unico carro a 4 ruote vichingo che sia giunto completo fino a noi. La tomba risale al periodo in cui veniva usato il cosiddetto "mwbavalknut" ed è uno dei pochi siti di quest'epoca giunti fino a noi.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-durham16-11. ↑ mwnamwnqDurham 2002,mwng p. 16.
cite-note-durham15-22. ↑ mwogmwowDurham 2002,mwpa p. 15.
cite-note-0-33. ↑ mwqamwqqBornholdt 2000.
Bibliografia
• mwrq(SV) Christensen AE [et al.], Oseberg Dronningens Grav, Oslo, Vår Arkeologiske Nasjonalskatt i Nytt Lys, 1992.
• citerefdurham-2002(EN) Durham K e Noon S, Viking Longship, Osprey Publishing, 2002, ISBN 1-84176-349-7.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) René Ostberg, Oseberg ship, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbornholdt-2000Bornholdt K, VICHINGHI, in Enciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
• mwwa(EN, NO) La nave di Oseberg, su khm.uio.no. URL consultato il 7 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2006).
• mwwg(EN, NO) La slitta di Gustafson, su khm.uio.no. URL consultato il 7 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2011).
• mwxa(EN) I tessuti rinvenuti nel sito di Oseberg, su forest.gen.nz.